Storia del dolore: la ricerca del XIX secolo e i legami con la nevralgia del trigemino

Come sappiamo la nevralgia del trigemino costringe chi ne soffre a un dolore acuto e insostenibile. Tale dolore ha esaurito la sua funzione di sintomo, che ha già portato all’identificazione della malattia che lo ha prodotto, ed è quindi diventato una malattia esso stesso. 

Comprendere la storia del dolore può aiutarci a coglierne la natura e a dimostrare come la capacità di gestione del dolore sia cresciuta nei secoli, fino a includere l’attuale gamma di opzioni di trattamento. Oggi vorremmo fare un excursus sulle pratiche di gestione del dolore scoperte nel XIX secolo, per indagare le loro implicazioni nello studio della nevralgia del trigemino.

L’Ottocento ha visto infatti un numero crescente di scoperte nella comprensione dei meccanismi del dolore e delle innovazioni terapeutiche. Questo secolo, dal punto di vista medico, è stato dominato dalla ricerca sperimentale sulla struttura e sulla funzione degli organi primari che giocano un ruolo nel dolore e sul legame tra i suoi aspetti fisici e mentali.

La prima parte del XIX secolo ha visto lo sviluppo delle cliniche, e di conseguenza l’aumento di interesse per lo studio del dolore. Tra i protagonisti della ricerca in questo campo ricordiamo Johannes Müller (1801-1858) e successivamente Maximilian von Frey (1852-1932). 

Il primo, che ha vissuto e lavorato in Germania, deve parte del successo dei suoi studi ai progressi nella microscopia. Müller scoprì l’esistenza di fibre specifiche per il dolore o recettori (neurorecettori) per le sensazioni dolorose. Questo importante passo avanti nella comprensione della trasmissione del dolore, ha portato Müller a formulare la legge delle “energie nervose specifiche”.

Nelle sue ricerche, Müller, ha proposto un modello in cui ogni ganglio della radice posteriore funzionava come un semiconduttore della sensazione. 

Ricordiamo il ruolo del ganglio di Gasser nella nevralgia del trigemino: in termini medici il ganglio è una struttura nervosa del sistema nervoso periferico, un nodulo di tessuto nervoso che si dispone lungo il decorso dei nervi encefalici, spinali e neurovegetativi. Nello specifico, il ganglio di Gasser è un ganglio del nervo trigemino posto nella fossa cranica. Müller ha proposto una teoria per il dolore che ha preso in considerazione i risultati di fisiologia, osservazioni storiche, patologia e dimensioni psicologiche integrate del dolore. 

Verso la fine del XIX secolo, la ricerca iniziò a concentrarsi sui recettori specifici per il dolore. I microscopi avanzati hanno infatti consentito l’identificazione di strutture neurali molto diverse tra loro.

Maximilian Von Frey (1852-1932) ha elaborato il lavoro di Müller, tuttavia il suo studio ha avuto implicazioni molto diverse e ha portato a un concetto più ristretto di dolore. Egli sentiva che il dolore veniva percepito quando lo stimolo andava oltre una certa soglia, e questo lo portò alla conclusione che il dolore deriva dalla stimolazione di organi speciali. Il suo lavoro ha contribuito alla comprensione dei recettori sensoriali e alla misurazione dell’insensibilità degli stimoli e delle soglie sensoriali.

È importante citare anche il contributo di Alfred Goldscheider (1858-1935) il quale, nelle sue ricerche, ha scoperto che talvolta l’aumento del dolore dopo ripetute applicazioni di uno stimolo è sproporzionato all’intensità dello stimolo. Nel caso della nevralgia del trigemino ricordiamo che spesso il dolore scaturisce anche da sollecitazioni minime.

Goldscheider ha cercato di trovare una spiegazione per quanto riguarda l’intensità dello stimolo, che lo ha riportato alla teoria della “somma centrale”: nel 1920 pubblicò una raccolta del suo lavoro, che è stato un significativo passo avanti e ha ispirato una serie di teorie nel XX secolo.

Come sappiamo, la transizione delle conoscenze da un secolo all’altro non procede a grandi passi, ma crea slancio: le idee maturate nel corso del XIX secolo hanno posto le basi per gli sviluppi nella comprensione del dolore nel XX secolo e, sicuramente, hanno contribuito anche alla ricerca sui possibili trattamenti della nevralgia del trigemino, sebbene all’epoca non fosse stata ancora scoperta l’esistenza di specifici recettori del dolore.

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