La nevralgia del trigemino negli studi Sette-Ottocenteschi

Nel corso del Sette e dell’Ottocento, le ricerche condotte da alcuni illustri medici contribuirono a fare luce sulle cause e sui fattori scatenanti della nevralgia del trigemino. In questo articolo vogliamo ricordare chi furono i protagonisti di questi studi e quali strade aprirono alla medicina del ventesimo secolo.

Nel 1773 il Dottor John Fothergill, inglese, figlio di un contadino di Wensleydale, presenta uno studio chiamato “Un doloroso effetto del viso” alla Medical Society. Nella ricerca descrive le caratteristiche cliniche complete della nevralgia del trigemino evidenziando che un tocco leggero è il fattore scatenante del dolore più comune, mentre una forte pressione non porta lo stesso effetto. Egli basa le sue osservazioni sullo studio di 14 casi e attribuisce, erroneamente, la causa del male a una “acrimonia cancerosa”. 

Fothergill nota però delle cose di grande interesse: il dolore è più comune nelle donne e negli anziani, è di breve durata e si ripresenta intervalli irregolari. 

Nel 1820, lo scozzese Charles Bell, chirurgo, anatomista e neurologo, individua con esattezza il sito colpito dal dolore. La causa gli era ancora sconosciuta ma ipotizzò un legame con alcuni problemi come la demielinizzazione della zona di ingresso della radice, la compressione vascolare, la sclerosi multipla.

Successivamente, nel 1829, il Dottor Bell distingue le funzioni del nervo trigemino e facciale e per primo introduce l’idea che il dolore derivi da una disfunzione del nervo. A lui si attribuisce la prima descrizione della funzione motoria volontaria del nervo facciale e dei contributi sensoriali-motori separati del nervo trigemino.

Una recente revisione dei resoconti scientifici originali e delle pubblicazioni storiche, chiarisce anche i fondamentali studi del fisiologo e anatomista britannico Herbert Mayo, che contribuì alla scoperta delle funzioni del quinto e settimo nervo cranico. Egli, nel 1822, sulla base dei suoi dettagliati esperimenti, definisce in modo inequivocabile la funzione motoria volontaria del nervo facciale e la funzione del nervo trigemino. Herbert Mayo dovrebbe essere ricordato per aver fornito la prima descrizione precisa e chiara delle funzioni separate dei due nervi.

Altri importanti clinici e anatomisti hanno contribuito alla nostra attuale comprensione dell’anatomia e della fisiologia dei nervi facciali e trigeminali. Tra questi sicuramente c’è il chirurgo statunitense John Murray Carnochan (1817-1887), considerato un pioniere fondamentale in questa malattia, in quanto fu il primo medico a eseguire un intervento neurochirurgico per la nevralgia del trigemino.

Nel 1856 infatti, Carnochan seziona e rimuove l’intero tronco del secondo ramo della quinta coppia di nervi cranici. La rimozione di questo nervo risulta decisiva, portando sollievo in un caso cronico di nevralgia. Egli segue con successo una neurochirurgia su tre pazienti circa tre decenni prima della procedura di successo comunemente accettata da William Rose, nel 1890. Tuttavia, ci vorrà ancora qualche decennio affinché si perfezioni l’intervento e lo si renda più sicuro e con meno effetti collaterali.

Oggi chi è colpito dalla nevralgia del trigemino può contattare studi altamente specializzati, come quello del Professor Ugo Delfino, che propone un intervento innovativo per risolvere il problema in modo incruento.

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